Trattamento Rieducativo
Il Piede
Esame?

Esame Baropodometrico

La funzionalità del piede deve essere valutata sia in condizioni statiche che dinamiche per accertare la presenza di paramorfismi come il piattismo, il cavismo o gli eccessi di pronazione e supinazione. Completerà la diagnosi una valutazione del sistema oculare, con particolare riferimento alla funzione oculomotrice, e dell’orecchio interno.

Il Trattamento

Il trattamento rieducativo, si articola in due fasi distinte, ma che spesso procedono in parallelo. Da un lato si procede alla risoluzione della disfunzione recettoriale (terapia etiologica) con le evidenti difficoltà che nascono dal fatto che molto spesso la disfunzione di un recettore coinvolge altri organi che si modificano per adattarsi ad un nuovo schematismo corporeo. Ciò può portare ad errori interpretativi del quadro clinico ed ad interventi terapeutici che possono paradossalmente aggravare la sintomatologia (ad esempio l’uso indiscriminati di ortesi plantari su piedi “adattativi”). Dall’altro si procede al programma riabilitativo sull’apparato locomotore che deve avere caratteristiche di intervento assolutamente individuale in funzione della tipologia delle lesioni, ma anche del paziente e delle sue abitudini di vita. Ciò è particolarmente importante se il paziente è uno sportivo; l’attività fisica, soprattutto se intensa, determina, infatti, dei forti adattamenti muscolari indotti dalla disfunzione tonico-posturale (ipertono, fibrosi localizzate) che se non rimossi, impediscono il ripristino di un corretto ed equilibrato schema corporeo.

La Postura

Il Piede

Il piede rappresenta la base d'appoggio principe, attraverso cui le forze, sviluppate, o applicate, a livello delle strutture anatomiche superiori, sono scaricate al suolo. Le articolazioni del piede (funzionalmente si può comprendere anche la caviglia) sono numerose, specializzate e organizzate gerarchicamente. Fondamentali, per la postura, sono le articolazioni: sotto-astragalica, mediotarsica e tibio-peroneo-astragalica. La volta plantare, vera interfaccia del piede col suolo, è costruita sui tre punti d'appoggio: le teste del I e V metatarso e la tuberosità calcaneare. Fondamentale è la sua capacità di adeguarsi istantaneamente alla morfologia del suolo, contribuendo a mantenere invariata la posizione delle articolazioni della caviglia e del ginocchio (e quindi garantendone la funzionalità ottimale); in questo modo viene garantito il rispetto del loro vero unico grado di libertà: la rotazione sul piano sagittale dell'arto inferiore, minimizzando le tendenze all'attivazione di altri gradi di libertà spuri (per il cui controllo sarebbero richieste onerose attivazioni muscolari). In realtà non esiste una vera coincidenza né tra i piani funzionali sagittali delle due articolazioni, né di questi con quello dell'arto. L'asse trasversale bimalleolare è, infatti, aperto verso l'esterno e la posizione del piede, in pronazione od in supinazione, facilita, istante per istante, uno tra i molti piani su cui la flesso-estensione della caviglia è possibile.

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